Questa 3° puntata di sintesi dei contenuti del Manuale d’USO intitolato Rivoluzione TARIP tratterà le problematiche riguardanti la Fase 3 “Raccolta e Misurazione” ovvero le Tecnologie Abilitanti per la Gestione del Servizio. L’inizio di questa 3° Fase rappresenta il momento della verità del processo; momento dove si scopre se le Fasi 1 e 2 sono state realizzate correttamente ma anche se gli investimenti nelle tecnologie abilitanti sono stati oculati e valutati sotto i tre aspetti non scindibili:
Solo una corretta combinazione di questi tre fattori può garantire un risultato positivo sempre che gli attori in gioco, pur nei diversi ruoli ricoperti, dimostrino la volontà e capacità di condividere l’importanza dei tre fattori inscindibili.
Serve anche la consapevolezza che le oggettive “complessità” dell’applicazione della Tariffa possono essere “risolte” ma non devono essere banalizzate se non si vuole incorrere in “disastrosi insuccessi”.
Il dizionario italiano definisce lo “slogan” come “una frase sintetica e di effetto che punta ad essere facilmente memorizzabile”.
Slogan deriva dal termine Celtico “slogorm” che significava “grido di battaglia”; ed è proprio una “battaglia” quello che lo scrivente prova a combattere usando questo Manuale d’USO con cui cerco di convincere gli operatori che senza le Tecnologie adatte non si organizzano Processi e senza software adeguati non si realizzano Controlli di processo.
In un’ottica didattica e di comunicazione, gli slogan che ho coniato sono tesi a fissare alcuni concetti nella memoria dell’ascoltatore. Ne cito alcuni sempre connessi alle Tecnologie Abilitanti per la Tariffa Corrispettiva.
In questo articolo daremmo risposta alle seconde due (c, d) parlando delle fondamentali Tecnologie Abilitanti utilizzate nelle Fasi 2 e 3 (Fig. 1) applicate sul campo come nello schema di Fig. 2.
Nello svolgimento del servizio le Tecnologie non possono essere subite come un elemento passivo necessario a soddisfare le teoriche richieste del Capitolato ma devono essere considerate come l’indispensabile supporto attivo alla rivoluzione del Processo di Gestione tanto più che le tecnologie sono lo strumento principe per dare oggettività alla TARIP e risposte all’Authority ARERA.
L’impianto TARIP è basato su un sistema dove la misura e la quantificazione di ogni attività hanno uno specifico ruolo nel concorrere alla formulazione della Tariffa (Fase 4) attraverso il Monitoraggio del Servizio (Fase 3).
A monte di tutto questo sta la realizzazione delle premesse (Fase 1 e 2) che poi consentono di Gestire il Servizio.
La quantificazione del RUR (Rifiuto Urbano Residuo = Secco Indifferenziato) passa attraverso il conteggio degli svuotamenti che si traduce in peso e quindi nel costo da addebitare in bolletta all’utenza che è stata identificata come titolare del contenitore.
Determinanti quindi sono: affidabilità, certezza e sicurezza degli strumenti e procedure d’uso, perché l’operatore che maneggia il sistema assume la funzione e la responsabilità di un esattore.
Risulta pertanto determinante e giustificata la necessità di trasparenza verso il cittadino in merito agli svuotamenti che vanno registrati e certificati (Art. 5, Punto 2, b).
Troppo spesso ancora oggi chi scrive di Tariffa (giornalisti e politici) parla con leggerezza di peso inducendo nel lettore non esperto l’errata e fuorviante convinzione che i rifiuti si pesino col bilancino anche se è vero che, prima del DM TARIP del 2017 che ha messo le cose in chiaro, il sistema di pesatura diretto è stato usato ed abusato oltre al ragionevole buon senso.

Il DM ha fatto chiarezza su quando si deve pesare e quando non serve assolutamente perché sarebbe uno spreco di costi oltre ad un’inutile complicazione (Art. 6, commi 5 e 6).
Il principio del “peso indiretto” sottintende che lo svuotamento è sempre considerato “vuoto per pieno” e che quindi è nell’interesse del cittadino esporre il contenitore solo quando questo è pieno.
L’universo degli operatori del settore fa un po’ di confusione nell’utilizzare i termini corretti confondendo le Tecnologie con gli Oggetti e le Caratteristiche con le Funzionalità; ciò origina malintesi nella scrittura dei bandi e nell’acquisizione dei materiali.
Forniamo pertanto una breve e sintetica spiegazione dei termini da utilizzare:
Anche se la tecnologia RFID è molto utilizzata in diversi settori ed in particolare nel settore della produzione industriale si può oggettivamente affermare che l’uso diffuso dei Tag RFID nel mondo della raccolta rifiuti è abbastanza recente anche se il primo utilizzo massivo di Tag RFID LF 125 KHz al posto dei Codici a Barre per identificare i singoli bidoncini del PaP (Porta a Porta) risale agli anni 2001/03; questa esperienza ha visto lo scrivente coinvolto direttamente nel migrare, verso il mondo rifiuti, una esperienza del mondo delle pulizie.
In quelli anni esisteva, a dire il vero, l’alternativa dell’esperienza Tedesca con i Tag 134 kHz ma usati per taggare i grandi contenitori da 1.200 litri; esigenze, finalità e costi assolutamente non comparabili.
Nell’universo del mondo RFID possiamo effettuare oggi le seguenti macro suddivisioni:
Nel settore dei rifiuti, ove si applica la tariffa, salvo rare situazioni pregresse, i Tag/Chip RFID oggi in uso sono del tipo:
I Tag possono essere distinti per la frequenza della tecnologia RFID adottata e quella più utilizzata oggi nei bidoncini/mastelli e nei sacchetti taggati è la tecnologia UHF (Fig. 1) che risponde alle seguenti caratteristiche:
Recenti esperienze hanno portato a scoprire anomalie di lettura (letture multiple) per la presenza di RFID UHF antitaccheggio nei contenitori. Ecco perché è importante una corretta scelta del trinomio: Tag, Lettore, Codifica.
Fig. 1 – Estratto dell’indice del Manuale d’Uso: Tecnologie RFID e Fasi coinvolte
La madre di tutte le scelte per avviare la Tariffa a misura, è quella di decidere quali attrezzature siano da ritenersi più adatte per:
In merito alla soggettività dell’uso dei sistemi di lettura, grande è la discussione sulla scelta tra sistemi di lettura fissi e mobili e tra i mobili la scelta tra sistemi indossabili e manuali che implicano una precisa responsabilità dell’operatore configurandosi in tale situazione una forte similitudine con un POS (lettore RFID) ed una Carta di Credito Bancomat (Chip RFID applicato al contenitore).
Le parole che vanno di moda e spesso abusate, sono: Cloud, Integrato, Integrabile, Smart, Certificazione, Tracciabilità, Privacy ed Industria 4.0.
Particolare attenzione va posta nella lettura delle specifiche dei capitolati di gara ed in particolare nell’interpretazione dell’aggettivo integrato utilizzato spesso in modo ambiguo.
In sostanza quando si usa l’aggettivo “integrato” si richiede una caratteristica precisa che impone un’assunzione di responsabilità da parte di chi fornisce la tecnologia mentre quando si usa l’aggettivo “integrabile” si fa una richiesta generica che trasforma una caratteristica tecnica indispensabile in una opinabile.
Svolgere un Servizio di raccolta a tariffa significa adottare un sistema capace di coniugare in un tutt’uno: le tecnologie RFID (letture), GPS (localizzazione), GSM (trasmissione dati) e GIS (georeferenzazione).
Queste devono colloquiare tramite software che, per coesistere in tempo reale, richiede interdisciplinarietà di conoscenze curriculari e di dominio da parte dello Staff che si occupa dello sviluppo.
Lo schema riportato in Fig. 2 rappresenta un’infrastruttura tecnologica certificata 4.0 in tutte le sue parti che vede nella Black Box [A] il cuore di un mezzo di raccolta che si muove sul territorio in costante collegamento “bidirezionale” con una Centrale operativa [C] in grado di tracciare i percorsi, monitorare e guidare in tempo reale l’operatività sul campo dell’antenna RFID [D] ed il Navigatore [B].
Fig. 2 – Schema funzionale di Tecnologie Abilitanti Integrate Industria 4.0 compliance
Per motivazioni tecnologiche, considerazioni normative e criteri di buon rapporto costo/prestazioni, l’identificazione dello svuotamento del contenitore dell’utente oggi può essere effettuato utilizzando una o la combinazione delle due tecnologie:
Sono sempre i dettagli che fanno franare i grandi progetti e lo Startup della TARIP non fa eccezione. Queste poche precauzioni risultano strategiche:
Continua la lettura con la terza puntata: Rivoluzione Tarip – Fase 4 da TARI a TARIP
Articolo apparso anche sulla Rivista GSA Igiene Urbana (lug – sett 2020). Sfoglialo online