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Curve di consumo, bilanci e manutenzione della rete idrica

Quello di I&S è il primo software in Italia in grado di effettuare un calcolo dell’accuratezza delle misurazioni e una ricostruzione delle curve di consumo con questa precisione

Dott. Sandro Pelati
Project Manager AmAmbiente SpA

Il contesto

AmAmbiente SpA è la multiutility di Pergine Valsugana che gestisce, tra gli altri servizi, le reti acquedottistiche e fognarie in diversi Comuni del territorio trentino.

logo AmAmbiente

Negli ultimi anni ha avviato il Progetto Stilla, un percorso di progressiva digitalizzazione del sistema idrico nato con l’obiettivo di aumentare la conoscenza della rete e disporre di dati più puntuali per individuare anomalie, contenere le perdite e utilizzare in maniera efficiente la risorsa idrica.

La prima componente del progetto è stata la progressiva sostituzione di circa 24.000 contatori meccanici con smart meter, affiancata dalla distrettualizzazione e dalla modellazione idraulica della rete; i nuovi dispositivi consentono di raccogliere misure con una frequenza e una precisione ovviamente irraggiungibile dalle letture tradizionali, creando una base dati preziosa per il monitoraggio dei consumi e delle anomalie.

Il passo successivo è stato quello di mettere questi dati in relazione con gli altri processi che interessano quotidianamente la rete.

Il progetto

AmAmbiente e I&S hanno lavorato a un progetto articolato in due ambiti strettamente collegati:

  • Misure e bilanci di distretto: per raccogliere e organizzare i dati provenienti dai sistemi di misura, associarli agli elementi della rete e renderli utilizzabili per il calcolo di consumi, bilanci idrici e successive attività di modellazione.
  • Gestione delle manutenzioni: per digitalizzare il processo che va dalla segnalazione o necessità di intervento fino alla pianificazione dell’ordine di lavoro, all’esecuzione dell’attività sul campo e alla rendicontazione finale.

La scelta di affrontare insieme questi due temi deriva da una considerazione semplice: una misura può evidenziare un’anomalia e generare un intervento manutentivo piuttosto che un semplice sopralluogo; allo stesso tempo, l’esito di una manutenzione può modificare le caratteristiche di un asset e quindi aggiornare il patrimonio informativo della rete.

Il progetto punta quindi a costruire un flusso nel quale rete fisica, dati e attività operative rimangano progressivamente allineati.

Schema semplificato del flusso informativo

I due sottoprogetti convergono in un unico ciclo informativo: i dati aiutano a individuare dove intervenire e le attività sul campo restituiscono nuove informazioni agli asset e al GIS.

schema flusso dati e informazioni

La sfida

Smart meter, telecontrollo, GIS, manutenzioni, attività delle squadre: ciascuno produce informazioni preziose, ma il loro valore aumenta quando è possibile metterle in relazione.

Il GIS assume in questo scenario un ruolo centrale. Oltre alle condotte, ai nodi e agli altri elementi che costituiscono il modello della rete, un sistema di Asset Management deve infatti poter gestire anche apparecchiature e componenti che appartengono agli impianti ma che non concorrono direttamente alla modellazione idraulica. Questo vale sia per elementi mappati direttamente nel GIS, che per elementi non mappabili ma con un collegamento logico agli elementi mappati.

L’obiettivo è arrivare a una rappresentazione più completa del patrimonio infrastrutturale, nella quale ogni asset possa essere associato alle proprie caratteristiche, alle misure disponibili e allo storico delle attività che lo hanno interessato.

La soluzione

Misure e bilanci di distretto

Il primo filone progettuale riguarda la valorizzazione dei dati provenienti dai diversi sistemi di misura già presenti o in corso di installazione sulla rete. Le informazioni raccolte dagli smart meter delle utenze e dai misuratori in ingresso e uscita dai distretti vengono progressivamente integrate con il sistema informativo territoriale. In questo modo ogni misura può essere associata all’asset e alla porzione di rete a cui appartiene.

I dati raccolti vengono normalizzati e ricostruite le eventuali mancanze di letture, applicando formule rigorose basate sullo storico specifico del singolo contatore o misuratore. Ogni dispositivo ha una propria “carta d’identità” che permette una stima fedele dei dati mancanti. Ai dati stimati viene anche assegnata un valore di accuratezza, in base al numero di letture mancanti stimate.

Sulla base dei dati sopra elaborati vengono elaborate le curve di consumo, avendo la possibilità di confrontare l’andamento delle misure nel tempo e calcolare i bilanci idrici di distretto, mettendo in relazione i volumi immessi nella rete con quelli misurati presso le utenze.

Questo, anche grazie a un sofisticato sistema di configurazione dei distretti, permette la definizione precisa del comportamento di ogni elemento in ingresso ed uscita da un distretto, opere, impianti. Ad esempio: configurazione dei flussi in ingresso ed uscita per i misuratori a singolo o doppio canale, misuratori in “output” da un distretto e in “input” nel distretto adiacente, inversione del flusso di misurazione, ecc.

Quando la strumentazione del distretto e il modello topologico della rete sono sufficientemente completi, questi stessi dati alimentano anche le attività di modellazione e calibrazione idraulica, creando le condizioni per confrontare il comportamento teorico della rete con quanto effettivamente misurato sul campo, permettendo una calibrazione del modello su dati misurati e non stimati.

L’assegnazione dei consumi alle tubazioni e ripartizione sui nodi avviene tramite un sofisticato algoritmo che:

  • aggrega i dati dei contatori per PdC (punto di consegna)
  • “allaccia” il PdC automaticamente alla tubazione o permette il posizionamento manuale dell’allaccio
  • ripartisce i consumi sui nodi in funzione della posizione dell’allaccio.

È il principio alla base del percorso avviato da AmAmbiente per la ricerca delle perdite: partire dalla distrettualizzazione e dai bilanci per circoscrivere le anomalie e indirizzare in modo più efficace le successive attività di verifica.

Queste informazioni generano automaticamente la reportistica necessaria anche ai fini ARERA: macro- indicatori M1a (perdite idriche percentuali) e M1b (perdite idriche lineari).

Dalla segnalazione all’ordine di lavoro

Il secondo filone riguarda la digitalizzazione delle manutenzioni.

L’obiettivo è creare un workflow unico nel quale guasti, anomalie, verifiche periodiche e altre necessità operative possano essere raccolti, classificati e trasformati in attività da eseguire sul territorio.

  1. Raccolta della segnalazione o generazione della necessità di intervento;
  2. Associazione all’asset o alla porzione di rete interessata;
  3. Generazione automatica delle attività ricorrenti sugli asset;
  4. Creazione dell’ordine di lavoro;
  5. Pianificazione delle attività e assegnazione alle squadre;
  6. Esecuzione e rendicontazione tramite applicazione mobile;
  7. Restituzione delle informazioni alla centrale per controllo, analisi e eventuale aggiornamento asset.

È il modello che I&S ha strutturato nel modulo Manutenzioni di SITReti: dalla raccolta delle richieste alla programmazione GIS, fino all’esecuzione sul campo e alla rendicontazione finale.

Il campo entra nel sistema informativo

Una parte centrale del progetto riguarda proprio il collegamento tra back-office e squadre operative.

Gli ordini di lavoro pianificati vengono resi disponibili agli operatori tramite app mobile, insieme alle informazioni necessarie per svolgere l’attività: localizzazione, asset interessato, istruzioni operative e altri dati associati alla scheda.

Durante l’intervento l’operatore può registrare avanzamento, tempi, esito, note e informazioni raccolte sul posto. Il sistema può così restituire alla centrale una rendicontazione strutturata dell’attività realmente eseguita, mantenendo il legame con l’ordine di lavoro e con l’elemento della rete interessato.

Questo passaggio è particolarmente importante perché consente di trasformare ogni manutenzione in nuova informazione sulla rete.

Un componente sostituito, un dato aggiornato, un’anomalia rilevata o una modifica riscontrata sul campo possono infatti contribuire ad aggiornare progressivamente il patrimonio informativo associato all’asset.

Queste informazioni costituiscono la base per la produzione automatica della reportistica necessaria anche ai fini ARERA e ai macro- indicatori:

  • M2 (interruzioni di servizio)
  • S1 (tempo di arrivo sul luogo del pronto intervento)
  • S3 (tempo di ripristino del servizio)
  • S4 (tempo di esecuzione di nuovi allacciamenti semplice)
  • S5 (tempo di attivazione della fornitura)
  • S6 (tempo di disattivazione della fornitura)
  • S8 (tempo di verifica del contatore / pressione)
  • G1 (rispetto dei tempi di pronto intervento).

Un ecosistema che si aggiorna nel tempo

Il progetto software è completato e sono in fase di implementazione, da parte di AmAmbiente, le configurazioni dei distretti anche in funzione dell’avanzamento dell’installazione della strumentazione di misura e dell’aggiornamento dei dati cartografici.

La direzione intrapresa è però già definita: costruire un ambiente nel quale GIS, misure e manutenzioni possano alimentarsi reciprocamente. I dati provenienti dalla rete possono contribuire a individuare dove intervenire. Le attività manutentive restituiscono nuove informazioni sugli asset. Il GIS permette di contestualizzare entrambi sul territorio e di mantenerne lo storico.

È un passaggio importante verso quello che AmAmbiente e I&S hanno definito durante il Servizi a Rete TOUR come un Digital Twin GIS dinamico, capace di evolvere insieme alla rete fisica anziché rappresentarne soltanto una fotografia statica.

Il risultato atteso è una base informativa progressivamente più completa e affidabile, sulla quale costruire pianificazione, analisi delle performance, gestione delle manutenzioni e strategie di riduzione delle perdite.

In ultimo è il primo tassello per il prossimo passo: registri ARERA RQTI e RQSII in un unico ambiente integrato.

Scopri di più sulle soluzioni I&S per le reti idriche:

Soluzioni per le reti

IL PROGETTO AL SERVIZI A RETE TOUR 2026

A giugno 2026 il progetto è stato presentato al Servizi a Rete TOUR di Firenze nello speech tecnico “Progetto Stilla: dalla riduzione delle perdite idriche all’Asset Maintenance. La digitalizzazione come strumento per salvaguardare la risorsa idrica”, con particolare riferimento al progetto dedicato alle manutenzioni di rete.

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