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Rapporto Rifiuti Urbani 2022 ISPRA

News pubblicata il 10 Gennaio 2023
Ambiente e rifiuti raccolta differenziata Tariffa Puntuale TARIP

Con INFOGRAFICHE riassuntive dei dati principali

A fine dicembre 2022 è uscita la nuova edizione del Rapporto Rifiuti Urbani a cura dell’ISPRA, un documento di interesse per moltissimi professionisti ed operatori del settore Ambiente, giunto alla sua ventiquattresima edizione.

Il rapporto fornisce una lunga ed interessante serie di dati in merito ai temi della produzione e raccolta dei rifiuti urbani, alla raccolta differenziata e alla gestione e smaltimento dei rifiuti urbani, con dati suddivisi per comune, provincia e regione oltre ad un quadro generale del contesto europeo.

Redatto grazie all’attività di raccolta, analisi ed elaborazione di dati da parte del Centro Nazionale dei Rifiuti e dell’Economia Circolare dell’ISPRA, con il contributo delle Agenzie regionali e provinciali per la Protezione dell’Ambiente, il rapporto rivela una serie di notizie positive che fanno ben sperare nella continuazione di una serie di trend che si erano avviati negli anni scorsi in termini di gestione dei rifiuti urbani, raccolta differenziata e smaltimento dei rifiuti.

Allo stesso tempo il rapporto evidenzia come ci siano anche ampi margini di miglioramento, ad esempio in tema di riciclo e disponibilità di impianti sul territorio e il raggiungimento degli obiettivi nazionali ed europei in materia di rifiuti.

INFOGRAFICA 1: PRODUZIONE RIFIUTI URBANI

Dal rapporto si evince come la produzione di rifiuti urbani in Italia sia tornata a crescere nel 2021 (con un aumento di 2,3 punti percentuali rispetto al 2020). Dopo due anni di contrazione dovuti al covid19 infatti, il ritorno alla normalità del post-pandemia ha visto riprendere i ritmi normali di spostamento dovuti sia al pendolarismo che ai viaggi turistici, entrambi elementi che hanno aumentato la quantità di rifiuti urbani prodotti, come attesta il fatto che nei comuni con oltre 200 mila abitanti, l’incremento è più alto (+2,8%) della media nazionale.

C’è da sottolineare però come l’aumento della produzione di rifiuti urbani sia stato più contenuto rispetto a quello degli indicatori socio-economici quali PIL (+6.7%) e consumi delle famiglie (+5.3%) quindi la crescita rimane tutto sommato contenuta.

La media nazionale di kg pro capite prodotti nel 2021 è pari a 502 kg. Guardando al dato a livello regionale, la regione che meno rifiuti produce è la Basilicata mentre la meno virtuosa in termini di quantità (peso) di rifiuti prodotti è l’Emilia Romagna.

Analizzando lo stesso dato ma segmentandolo per province, le più virtuose risultano essere 4 province del Sud: Potenza è sul gradino più alto del podio con soli 337Kg a testa, segue Enna con 347 e, a pari merito, Benevento e Isernia con 370.

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INFOGRAFICA 2: RACCOLTA DIFFERENZIATA

Per quanto riguarda specificatamente la quota di rifiuti che viene attualmente differenziata, nel 2021 c’è stato un aumento di 1 punto percentuale per cui oggi mediamente in Italia vengono differenziati il 64% dei rifiuti urbani.
Osservando i dati suddivisi per zona geografica, si vede come il Nord sia sopra la media (71%), il Centro di poco sotto (60,4%) e il Sud invece si attesti intorno al 56%.

Il grafico per regione ci mostra come quasi la metà delle regioni italiane (9 su 20) abbiano raggiunto il traguardo del 65%, fissato dalla normativa per il 2012, di rifiuti differenziati, con il Veneto in testa seguito da Sardegna e Lombardia. Vicinissimi al traguardo sono invece Abruzzo Toscana e Valle D’Aosta.

Fanalino di coda la Sicilia ma con una nota positiva: nonostante sia ultima in classifica è una delle regioni che ha fatto registrare uno degli aumenti più consistenti (+4,7%) rispetto al 2020 e negli ultimi 5 anni ha addirittura raddoppiato la percentuale di raccolta differenziata.

Le province più virtuose sono invece tutte concentrate al Nord: Treviso mantiene saldamente la prima posizione con l’88,6% di raccolta differenziata, seguita da Mantova (86,4%) e Belluno (83,8%).

La ripartizione per frazioni della raccolta differenziata vede l’organico accaparrarsi il 39% del totale, seguito da carta e cartone (19,1%) , vetro (11,9%) , plastica (8,8%) e legno (5.3%).

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INFOGRAFICA 3: GESTIONE DEI RIFIUTI

Anche i dati relativi alla quota di rifiuti conferiti in discarica sono positivi: pur rappresentando ancora il 19% del totale, mostrano una flessione del -3,4% rispetto al 2020 a livello nazionale, con un decremento di quasi 6 punti percentuali nelle regioni del Sud.

L’Emilia Romagna occupa il primo posto anche nella classifica dei maggiori produttori pro capite di rifiuti differenziati, seguita da Valle D’Aosta e Toscana.

Un dato particolarmente importante: negli ultimi 10 anni il ricorso alla discarica per lo smaltimento dei rifiuti si è ridotto del 52%, a dimostrazione dei passi avanti fatti in questo ambito in tempi recenti.

Per quanto riguarda invece i rifiuti inviati a incenerire, costituiscono nel 2021 il 18,3% del totale, con un incremento del 1,6% rispetto al 2020 su base nazionale.

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INFOGRAFICA 4: COSTI DI GESTIONE

Andando ad analizzare invece i costi di gestione del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti, la media nazionale si attesta sui 194,5€ pro capite, con un incremento di 8,9€ rispetto al dato relativo al 2020.

Il grafico relativo alla suddivisione per aree ci rivela come il Centro sia la zona con i costi più elevati (230,7€), il sud di poco più alto della media (202,3€)  mentre al Nord il costo è mediamente pari a 174,6€ per abitante.

Le province con i costi di gestione più contenuti sono Catanzaro, Campobasso e Trento, tutte sotto i 180€ pro capite.

Nei comuni che adottano invece la TARIFFA PUNTUALE è interessante rilevare come il costo di gestione medio sia di 180,5€ , con uno scarto abbastanza significativo dati anche molto differenti da città a città.

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Quali sono i Comuni più virtuosi in Italia in tema di raccolta differenziata?
Come ogni anno, anche nel 2022 Legambiente ha fatto il punto sullo stato dell’arte della diffusione delle pratiche di raccolta differenziata da parte delle amministrazioni comunali. L’appuntamento con il dossier “Comuni Ricicloni” è infatti arrivato alla sua 29esima edizione ed ha riservato anche alcune sorprese.

I dati

In totale sono stati 590 i Comuni Rifiuti Free del 2021, ovvero quelli che possono vantare un produzione pro-capite di spazzatura smaltita inferiore ai 75 Kg. La cifra è un po’ più deludente rispetto allo scorso anno, quando le realtà comunali a zero rifiuti erano state 623 e ci riporta a livelli simili a quelli del 2020.
Secondo Legambiente, che cura il rapporto, “a pesare sul risultato soprattutto gli effetti della pandemia che ha obbligato a conferire nell’indifferenziato tutti i rifiuti prodotti dai contagiati, portando da un lato alla diminuzione della percentuale di raccolta differenziata, dall’altro all’aumento della produzione pro-capite di rifiuto da avviare a smaltimento (compreso tra 1 e 5 Kg/pro-capite/anno, con qualche punta intorno ai 10 Kg/pro-capite/anno).

Questi effetti, tuttavia, non hanno fermato la costante crescita del Sud Italia, che conta 167 Comuni Rifiuti Free per il 2021, cinque in più rispetto allo scorso anno.

Il primato resta però del Nord Italia con 391 comuni virtuosi, nonostante la decrescita (meno 32 comuni premiati rispetto allo scorso anno), mentre il Centro resta marginale con 32 comuni, sei in meno rispetto al 2021.

Le Regioni più virtuose

Ma in quali Regioni si concentra il maggior numero di Comuni Rifiuti Free? Nella classifica spiccano:

  • il Veneto (26,8%)
  • il Trentino-Alto Adige (20,9%)
  • Friuli-Venezia Giulia (18,1%)
  • Campania (14,7%)

Fra gli enti più virtuosi d’Italia siamo felici di poter annoverare anche alcuni comuni che si avvalgono di software e tecnologie fornite da I&S.

Nella categoria Consorzi sopra i 100 mila abitanti troviamo:

  • CONSORZIO DI BACINO PRIULA che resta saldamente al 1° posto.
  • AIMAG S.p.A. che si è classificato al 3° posto, risalendo di una posizione rispetto al risultato del 2021.
  • A&T 2000 S.p.A. che si è classificato al 10° posto (in discesa rispetto all’ottavo dello scorso anno).
  • ALEA SpA, che occupa quest’anno il nono posto della classifica.

Nella categoria Consorzi sotto i 100 mila abitanti troviamo:

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